Invasione locuste non si ferma: devastati i raccolti in Africa e milioni di persone senza cibo

Una piaga fino a 20 volte più grande di quella capitata due mesi prima, sta minacciando gran parte dell’Africa orientale. Gennaio e febbraio hanno visto il peggior focolaio di invasione di locuste in alcuni paesi, che mai nell’arco di 70 anni si era sprigionato. E a patirne le conseguenze sono le popolazioni rurali che vivono di agricoltura ed ora vedono i propri raccolti e terreni agricoli devastati in gran parte del Kenya, della Somalia, dell’Uganda e dell’Etiopia.

Tuttavia ora, in mezzo a una pandemia globale di Coronavirus, per l’Africa è il momento di un secondo round molto più grande. Miliardi di giovani locuste del deserto si stanno avvicinando dalle principali zone di riproduzione in Somalia in cerca di vegetazione fresca, dopo le prime piogge stagionali e milioni di persone già vulnerabili sono a forte rischio. La gente, mentre si riunisce per cercare di combattere le locuste, spesso invano, rischierebbe inoltre di diffondere il temuto Covid-19.

Secondo molti contadini ormai esperti nella gestione di tali emergenze, questa invasione è davvero inaspettata e distruttiva. Una volta atterrate nei campi, distruggono tutto.  E spesso, per questa gente, le locuste sono anche più distruttive del Coronavirus.

Alcuni contadini ugandesi del villaggio di Abokat, vicino al confine con il Kenya, sbattono le padelle di metallo, fischiano o lanciano pietre per cercare di scacciare le locuste.  Ma soprattutto osservano frustrati, in gran parte impediti da blocchi e restrizioni in seguito al coronavirus, come ad esempio il divieto di radunarsi fuori dalle loro case. Un giardino di manioca distrutto, un alimento base locale, significa soffrire la fame qui.  Tali preoccupazioni nel villaggio di circa 600 persone si riflettono in gran parte dell’Africa orientale, tra cui Kenya, Etiopia, Somalia e anche Sud Sudan. Gli sciami di locuste sono stati avvistati anche in Gibuti, Eritrea, Tanzania e Congo.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha definito l’epidemia di locuste, causata in parte dai cambiamenti climatici, “una minaccia senza precedenti per la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza africani”. I suoi funzionari hanno definito questa nuova ondata circa 20 volte più grande della prima. Le Nazioni Unite hanno aumentato il loro pacchetto di aiuti da 76 milioni di dollari a 153 milioni, dichiarando che è necessaria un’azione immediata prima che più precipitazioni alimentino un’ulteriore crescita del numero di locuste.  Finora la FAO ha raccolto circa 111 milioni in contanti da destinare agli aiuti dei popoli colpiti dall’invasione.

In Etiopia, dove circa 6 milioni di persone vivono in aree colpite dall’esplosione dell’invasione di locuste, l’infestazione se non circoscritta “causerà la perdita di colture su larga scala, pascolo e copertura forestale, peggiorando l’insicurezza di alimenti e mangimi”, afferma la FAO.

In Uganda invece, il ministro dell’agricoltura ha dichiarato che le autorità non sono in grado di importare abbastanza pesticidi dal Giappone, citando interruzioni delle spedizioni internazionali di merci a causa dell’emergenza sanitaria tutt’ora in atto nel mondo. Il governo deve ancora raggiungere un budget aggiuntivo di oltre 4 milioni richiesti per il controllo e l’eliminazione delle locuste, ha detto il ministro. Milioni che in questo periodo faticato ad arrivare e consentono giorno dopo giorno l’aumento del numero di locuste e l’avanzamento dell’ondata verso gli stati centrali e del sud dell’Africa.

Fonti: The Independent

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