Svolta nei diritti dei popoli indigeni decretata dalla Corte interamericana dei diritti umani

Tempo di lettura: 4 Min.

La scorsa settimana, la Corte interamericana per i diritti umani, ha annunciato di aver emesso una sentenza storica per il caso presentato dalla Lhaka Honhat Association per conto dei suoi membri appartenenti alle comunità indigene Wichí (Mataco), Iyjwaja (Chorote), Komlek ( Toba), Niwackle (Chulupí) e Tapy’y (Tapiete), del Dipartimento di Rivadavia della provincia di Salta, in Argentina.

LA SENTENZA

La sentenza amplia e chiarisce il contenuto degli obblighi statali di protezione dei diritti economici, sociali e culturali delle popolazioni indigene in America Latina, ai sensi dell’articolo 26 della Convenzione americana sui diritti umani. Essa afferma che tutti gli Stati devono adottare misure per proteggere efficacemente le terre indigene dalle invasioni di coloni non indigeni. Minority Rights Group, insieme ad una coalizione di altre Ong sotto l’egida di ESCR-net, ha presentato una relazione incoraggiando la Corte a basarsi sulla giurisprudenza emergente, spingendola ad applicare i diritti dei popoli autonomi a vivere in un ambiente sano, all’identità culturale, ai beni primari come cibo e acqua, basandosi sull’articolo 26 della Convenzione.

La sentenza emanata contro la violazione dei diritti delle comunità indigene in Argentina
La sentenza emanata contro la violazione dei diritti delle comunità indigene in Argentina

La Lhaka Honhat Association aveva originariamente presentato un caso alla Commissione interamericana per i diritti umani nel 1998, con il sostegno del Centro de Estudios Legales y Sociales (CELS) al fine di proteggere le loro terre natie. Dal diciannovesimo secolo infatti, un numero crescente di coloni non indigeni si è trasferito nelle loro terre e si è prodigato nello sviluppo dell’allevamento, nel disboscamento e in altre attività industriali che hanno contaminato le fonti d’acqua e causato la deforestazione della zona. I coloni hanno inoltre installato recinzioni di filo metallico, impedendo alle popolazioni indigene di muoversi liberamente all’interno dei loro territori. L’effetto combinato di queste attività ha interferito con gli stili di vita indigeni, influenzando la loro capacità di accedere alle fonti tradizionali di cibo e acqua e di praticare i loro riti religiosi e culturali. Nonostante l’adozione di una legislazione volta a preservare le terre delle comunità, l’Argentina ha costantemente fallito nel proteggere adeguatamente le proprie terre dall’invasione della popolazione urbana. E così, a seguito di tentativi infruttuosi di mediazione e alla mancata applicazione delle raccomandazioni, formulate dalla Commissione nella sua decisione del 2012, il caso è stato assegnato alla Corte, che ha condannato tali attività.

UN NUOVO FUTURO?

La sentenza della Corte apre nuove basi su una serie di questioni. Essa ha ritenuto che non riuscendo a proteggere adeguatamente le terre indigene, l’Argentina ha violato il loro diritto a un ambiente sano, all’acqua, al cibo e all’identità culturale. Significativamente, la sentenza della Corte stabilisce che questi diritti debbano essere necessariamente preservati e applicati attraverso l’Articolo 26 della Convenzione, che sancisce il diritto allo sviluppo economico, sociale e culturale. Il giudizio stabilisce anche un precedente importante in termini di restituzione delle terre indigene nel prossimo futuro. La Corte ha stabilito che l’Argentina deve garantire che i coloni non indigeni vengano rimossi e reinsediati su terre alternative entro sei anni dalla suddetta sentenza. Di conseguenza, la Corte ha confermato la centralità delle terre indigene e la loro sopravvivenza culturale, tracciando una via da seguire nei casi futuri.

Mappa dettagliata dei popoli indigeni originari del territorio Argentino
Mappa dettagliata dei popoli indigeni originari del territorio Argentino

In definitiva, questa sentenza è significativa perché espande e tutela maggiormente i diritti delle minoranze e dei popoli indigeni nel continente americano. Una piccola svolta, partita da una grande ed esemplare decisione in ambito internazionale.

Fonti: Comunicato stampa della Corte interamericana dei diritti umani in merito alla sentenza: http://www.corteidh.or.cr/docs/comunicados/cp_24_2020_eng.pdf

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