Lavoro minorile: un dramma ancora attuale in America Latina

Tempo di Lettura: 4 Min.

L’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), un ente dipendente dalle Nazioni Unite, ha recentemente rivelato che ci sono almeno 5,7 milioni di bambini che sono costretti a lavorare in America Latina e più di 100 in tutto il mondo. E la situazione, rispetto al passato, non sembrerebbe mostrare segni minimi di miglioramento.

I DATI

Milioni di ragazzi e ragazze subiscono costantemente lo sfruttamento lavorativo illegale e questo oggi, per fortuna, ha un nome proprio: schiavitù infantile. In questo preciso momento mentre leggi, piuttosto che essere a scuola, o a giocare, molti bambini stanno lavorando per portare a casa un po’ di cibo per far sopravvivere sé stessi e le loro famiglie. Nel peggiore dei casi essi non vengono nemmeno pagati per il lavoro svolto e sono costretti a lavorare maltrattati dalla mafia locale che ha bisogno di quelle mani vergini, fragili e piccole per lavorare.

IL LAVORO MINORILE

Il lavoro minorile è un’attività che mina lo sviluppo fisico e mentale dei bambini e consiste in un problema serio in molti stati oggi all’avanguardia. Infatti, circa il 13% dei bambini della Repubblica Dominicana, ad esempio, svolge un certo tipo di lavoro sottopagato. Un tipo di lavoro tra i più comuni che si possono vedere quotidianamente in Repubblica Dominicana consiste nel “limpiabotas”, ovvero nel lustrascarpe. In molte famiglie latinoamericane infatti, il lavoro minorile è accettato come un reddito aggiuntivo, soprattutto nelle comunità che dipendono dall’agricoltura, esso è spesso visto come una sorta tradizione. Questi ragazzi aiutano i genitori o i familiari a carico a vendere generi alimentari per le strade della Repubblica Dominicana. Infatti, alcuni genitori preparano del cibo, come dolci, succhi di frutta, caffè, torte e poi inviano i minori a venderli per strada. Molti di loro non hanno ancora l’età adulta per svolgere un lavoro su base regolare e a causa di ciò non hanno possibilità di frequentare le scuole per ricevere le istruzioni necessarie che li preparino al loro futuro.

MATRIMONI E SCHIAVITÙ INFANTILE

Il matrimonio infantile è un’altra delle grandi realtà in questa società centroamericana e molte ragazze vedono questa azione come una fuga dagli abusi lavorativi, una situazione che le porta a far replicare il ciclo ai propri figli, costringendo intere generazioni a vivere in violenza e in povertà. Spesso sono ragazze che sono state sottoposte a lavori domestici sin dalla tenera età e che vedono il matrimonio con un adulto come una via di fuga.

Limpiabotas – Youtube.com

La schiavitù infantile si rifiuta di morire in America Latina ed è una realtà molto dura da affrontare ancora oggi, purtroppo. Ma, grazie al costante impegno delle organizzazioni non governative, le quali lottano per la salvaguardia dei minori nel mondo, la sfida non è ancora persa. L’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) definisce il lavoro minorile come qualsiasi tipo di attività lavorativa che “priva i bambini della loro infanzia, del loro potenziale e della loro dignità e che è dannoso per il loro sviluppo fisico e psicologico”. Nelle sue forme più estreme, “i bambini sono soggetti a situazioni di schiavitù, separati dalla loro famiglia, esposti a gravi pericoli e malattie e/o lasciati a sé stessi per le strade delle grandi città”.

LE STIME DELL’OIL

L’OIL stima che la schiavitù infantile si verifica principalmente nel settore agricolo. Tuttavia, esso non è solo un problema rurale e i bambini di tutto il mondo sono costretti a lavorare anche in miniere, discariche, ambienti domestici, militari e ippici, i quali ad oggi costituiscono settori ad alto rischio per ragazzi e ragazze.

Ogni bambino ha il diritto di vivere la sua vita infantile nel modo più felice e sano possibile. In qualsiasi parte del mondo, tutti i bambini dovrebbero avere il diritto di ricevere amore, di essere messi al sicuro, di ricevere un’istruzione scolastica, di fare ciò che ogni bambino dovrebbe fare nel mondo, ovvero, stare con i genitori o con i propri cari, avere il diritto di giocare, di crescere in un ambiente protetto di ricevere cure mediche adeguate, fino a diventare una persona libera, sana ed indipendente. Ma sappiamo, purtroppo, che non in tutte le parti del mondo è così. E che sradicare questa brutale pratica non sarà affatto semplice, nonostante i grandi passi avanti della giurisdizione internazionale, dei sindacati e dalla tecnologia rispetto al passato.

Fonti: ILO.ORG, Inter Press Service, El Caribe

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