Amnesty: I riti delle minoranze devono essere tutelati in Sri Lanka durante il Coronavirus

Le autorità dello Sri Lanka devono rispettare il diritto delle minoranze religiose di svolgere i riti finali per i loro parenti secondo le proprie tradizioni, a meno che le autorità non dimostrino che sono necessarie restrizioni per impedire la diffusione di COVID-19, ha affermato Amnesty International.

Due delle prime morti legate al COVID-19 nello Sri Lanka sono state quelle di musulmani che sono stati cremati con la forza su ordine delle autorità e contro i desideri delle famiglie del defunto. Le linee guida dell’OMS per la gestione in sicurezza di un cadavere durante il COVID-19 consentono sia le sepolture che le cremazioni e questa posizione è stata rispecchiata nelle linee guida del Ministero della Salute dello Sri Lanka, emesse il 27 marzo 2020. Il 31 marzo, il le linee guida dello Sri Lanka sono state riviste per ordinare esclusivamente le cremazioni per tutte le persone che muoiono a causa della contrazione del virus COVID-19. Il governo non ha fornito giustificazioni adeguate o ragionevoli per discostarsi dalle linee guida dell’OMS, il che sottolinea la preoccupazione che il cambiamento non fosse strettamente necessario per proteggere la salute pubblica.

Per la comunità musulmana dello Sri Lanka, che costituisce il 9% della popolazione, le sepolture sono considerate una parte obbligatoria dei rituali finali. La prima morte musulmana è avvenuta il 31 marzo a Negombo, una città sulla costa occidentale dello Sri Lanka, prima che le linee guida fossero riviste per escludere le sepolture. Nonostante le proteste dei parenti del defunto, dei leader della comunità e dei politici musulmani, le autorità hanno bloccato la sepoltura e hanno disposto l’obbligo della cremazione. La seconda morte musulmana è avvenuta il 1° aprile presso l’Istituto nazionale per le malattie infettive e la persona è stata cremata il giorno dopo, nonostante gli sforzi della famiglia della vittima e della comunità musulmana per effettuare una sepoltura religiosa.

Le cremazioni forzate hanno fatto riaffiorare i timori che le comunità delle minoranze musulmane dello Sri Lanka siano state prese nuovamente di mira dalle autorità. L’anno scorso, quest’ultime non sono intervenute per fermare alcuni attacchi a negozi e case di proprietà musulmane durante una violenta manifestazione e, attraverso le norme di emergenza, è stato vietato alle donne di indossare il velo frontale, a seguito degli attentati del 21 aprile 2019 da parte di un gruppo armato islamico che ha ucciso più di 250 persone in attacchi contro tre chiese e tre hotel in Sri Lanka.

Il COVID-19 non discrimina i gruppi etnici. Le sue vittime includono persone di tutte le fedi e atei. Mentre colpisce quasi tutti i paesi del mondo, il virus sta dimostrando che siamo uniti dalla nostra comune umanità. L’unico modo per affrontare questa crisi è essere un tutt’uno: uniti nel nostro sostegno agli operatori sanitari in prima linea e alle persone di ogni estrazione che sono a rischio durante la pandemia, facendo ognuno il proprio dovere, senza discriminazioni di nessun tipo.

Fonti: Amnesty International

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