La vita dei minori in Messico: tra istruzione negata e lavoro sottopagato

il

Da quando un bambino nasce i suoi genitori probabilmente penseranno subito a quale scuola potrà frequentare, al tipo di insegnamento che riceverà e a quale materia si affezionerà. Ma siamo sicuri che tutti i bambini abbiano la possibilità di seguire un insegnamento, un’educazione e un’istruzione?

Non andare a scuola ha conseguenze che incidono sulla vita personale e sociale di bambini e adolescenti. Sicuramente, se i genitori o chi se ne prende cura non permettono a questi bambini di ricevere un’educazione scolastica necessaria, per la loro crescita personale, interculturale e atta a far conoscere il mondo in cui vivono, ci saranno sempre bambini che diventeranno uomini analfabeti, spesso incapaci anche di scrivere il loro nome. Come nel caso di Messico, in cui secondo l’Unicef: “oltre 4 milioni di bambini e adolescenti non frequentano la scuola, mentre altri 600 mila sono a rischio di abbandono a causa di vari fattori come la mancanza di risorse, la lontananza delle scuole e la violenza”.

Cosa fanno questi bambini e adolescenti durante la giornata se non frequentano la scuola? Sicuramente oltre a stare a casa, verranno mandati a svolgere qualche tipo di lavoro illegale e soprattutto non sano per loro, costretti a sottostare a molte responsabilità. Oltre ai bambini di lingua spagnola in Messico, si ha anche a che fare con bambini indigeni, che non parlano perfettamente lo spagnolo. Cosa succede a quei bambini? Cosa succede al loro processo di inclusione sociale? L’Unicef risponde: “I bambini e gli adolescenti indigeni in Messico presentano più difficoltà e hanno meno accesso all’istruzione rispetto al resto dei bambini”. Secondo l’articolo 3 della Costituzione messicana: “ogni individuo ha il diritto di ricevere un’istruzione e la Federazione, gli Stati e i comuni la impartiranno a livello di scuola materna, primaria, seconda ria e superiore”. Secondo alcuni esperti messicani: “Gli insegnanti nelle aree rurali hanno confermato questo problema, contando con singolare preoccupazione la situazione che i loro studenti stanno vivendo, soprattutto in questo periodo di quarantena forzata, perché alla fine i ragazzi non otterranno le conoscenze necessarie”.

Per quanto riguarda inoltre i bambini che studiano ma nel frattempo svolgono qualche tipo di lavoro, essi si trovano in una situazione di “doppio giorno” che limita il loro sviluppo integrale, che include non solo l’acquisizione di conoscenze e abilità attraverso la scuola, ma il tempo necessario per il riposo e la ricreazione. È sicuramente anche questa una forma di oppressione che affligge i bambini, in Messico molto frequente.

Come pretendiamo che si crei una società sicura e che rispetti le leggi se queste leggi non vengono fatte rispettare, se questi bambini non vengono educati e non ricevono nessun tipo di educazione scolastica? Avranno forse un po’ di tempo libero per sorridere? Speriamo che almeno questo sia lasciato loro. Sta però a noi fare qualcosa, perché il momento delle loro responsabilità non è ancora arrivato. E noi non stiamo facendo abbastanza.

Fonti: Sputniknews, El Sol de Mexico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...