India, un paese in cui la violenza è all’ordine del giorno

Donne coraggiose ma costrette al silenzio.


I dati riguardanti le vittime di violenza in India sono allarmanti. Le donne hanno, infatti, un ruolo marginale all’interno della società. Esclusivamente nei tempi antichi, fino al 500 a.C. circa, vi erano pari diritti con gli uomini, ma la situazione si è ribaltata prima a causa della letteratura ortodossa Smriti, seguita dall’invasione islamica da parte di Babur, fondatore della dinastia Moghul, ed infine con l’influenza coloniale cristiano-britannica durante tutto il corso dell’800. Tutti questi passaggi storici hanno contribuito a limitare sempre più i diritti delle donne nel tempo. Nel periodo medievale ad esempio, sono state poste molte limitazioni attraverso i matrimoni precoci ed il divieto, per le vedove, di risposarsi.

Questo stato di cose è rimasto invariato nel corso dei secoli ed è, addirittura, peggiorato. L’India, infatti, è tuttora uno dei paesi più pericolosi al mondo in cui vivere per il sesso femminile. Molte donne, a prescindere dalla classe sociale di appartenenza, possono essere vittime di violenza. Una violenza cruda e brutale che le può anche portare alla morte, come accade con l’utilizzo dell’acido per sfregiare il viso e/o l’intero corpo femminile. Questa violenza può, ad esempio, essere causata da un rifiuto, da parte della donna, ad una proposta di matrimonio oppure, se solo trovasse il coraggio di chiedere il divorzio.


La donna, dunque, non è libera di scegliere, perché continuamente minacciata da un uomo troppo potente, che afferma la sua volontà con la violenza. Oltre al femminicidio, non è da sottovalutare lo stupro, che viene considerato addirittura, una normalità. I casi di stupro, tra il 1990 ed il 2008, sono infatti raddoppiati. Altro dato sconcertante è quello riferito all’infanzia, tanto che molte bambine si ritrovano presto ad essere mogli ed a bruciare intere tappe della propria esistenza, costrette come sono a convivere con mariti che si rivelano, poi, i loro stessi aguzzini. Sebbene il Prohibition of Child Marriage Act del 2006 abbia fissato l’età legale minima per contrarre matrimonio a 18 anni per le donne e 21 per gli uomini, una ragazza indiana su tre è una “sposa bambina”.


C’è da dire inoltre che in India vige ancora formalmente il sistema delle caste, un meccanismo di gerarchia a livello di stratificazione sociale di carattere rigorosamente ereditario. Si tratta di un sistema millenario che in realtà fu abolito intorno al 1950, anno in cui l’India ha ottenuto l’indipendenza, e da allora teoricamente non è più consentito discriminare una persona in base alla sua presunta casta di appartenenza. Purtroppo però il sistema delle caste influenza ancora il panorama sociale per quanto concerne la suddivisione dei lavori e gli equilibri di potere.
Va detto , tuttavia, che anche in India si sono affermate, con grande coraggio e forza, le attiviste femministe che hanno conquistato, verso la fine degli anni ’70, posti di responsabilità. Particolarmente incisive sono state le lotte contro l’infanticidio femminile, i pregiudizi di genere, la salute e l’alfabetizzazione delle donne.

Il 2001 è stato persino dichiarato anno dell’empowerment della donna e, nello stesso anno, venne approvata una politica nazionale a favore della componente femminile nella società. Nel 2006 riscontriamo il caso di Imrana, una giovane musulmana, vittima di violenza sessuale da parte del patrigno che fu condannato a 10 anni di carcere ed il verdetto fu accolto con grande soddisfazione da molti gruppi di donne associate al “All India Muslim Personal Law“. Inoltre nel 2010 è stata discussa la proposta di riservare il 33% dei seggi del Rajya Sabha e di tutti gli organi legislativi statali alle donne.

Le conquiste delle femministe che si sono verificate negli ultimi anni, però, si vanificheranno finché le donne vivranno una condizione di sottomissione suscitata da una paura atavica che non consente loro di ricorrere alla denuncia e a ribellarsi a chi ha più forza fisica e maggiore potere decisionale. La condizione della donna in India, tuttavia, dovrebbe essere argomento quotidiano di dibattiti pedagogici, sociali, economici e bisognerebbe fornire alle protagoniste di questa lotta di civiltà, un aiuto concreto e sostanziale da parte di tutti gli altri stati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...