L’Arabia Saudita elimina le frustate come legge punitiva corporale

La commissione generale del Regno dell’Arabia Saudita ha emesso una decisione che ha abolito la frustata come forma di punizione. La decisione è stata presa all’inizio del mese di aprile 2020 ed è destinata a essere sostituita da pene detentive e/o multe. In precedenza, la fustigazione era stata applicata a una varietà di crimini nel Regno, attraverso la legge islamica della Shari’a, cosa che portava a numerose incoerenze nel modo in cui i crimini venivano affrontati, trattandosi di una legge punitiva arcaica e non applicabile al giorno d’oggi.

Secondo Persecution, la decisione è stata accolta favorevolmente da molti membri all’interno della comunità internazionale, anche se taluni hanno sottolineato rapidamente che l’abolizione delle frustate sarebbe dovuta avvenire anni fa. La pubblicazione di questa decisione fa seguito alla morte, molto criticata, di un uomo incarcerato nonché fondatore dell’Associazione saudita per i diritti civili e politici. Le critiche riguardanti la violazione dei diritti umani nei confronti del Regno sono cresciute da quando Mohammed Bin Salman è stato nominato principe ereditario ed erede al trono nel giugno 2017.

L’abolizione della punizione corporale costituisce dunque una buona notizia per i prigionieri di coscienza e molti altri che devono affrontare la loro condanna in prigione. Ma la cultura dell’uniformità che il Regno cerca di imporre ai suoi cittadini continua. La libertà di parola, ad esempio, è una questione molto sentita da tutti i cittadini, poiché il Regno cerca di mettere a tacere tutti i suoi critici, a causa della rigorosa applicazione dell’Islam tradizionale, che molti altri paesi islamici hanno da tempo abbandonato (in Tunisia ad esempio, sono consentite senza alcun problema le adozioni e i matrimoni omosessuali). Le punizioni attraverso l’utilizzo di frustate sono dunque state abolite, ma fino a quando l’Arabia Saudita non permetterà la diversità religiosa e la libertà di coscienza, i diritti umani rimarranno significativamente violati in tutto il paese.

Fonti: Persecution.org

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