Abitanti e stato del Rakhine accusano l’esercito birmano di incendiare e distruggere villaggi volontariamente

Il governo dello stato del Rakhine, devastato dalla guerra interna al Myanmar, ha pagato per ricostruire più di 500 case che sono state bruciate negli attacchi dell’esercito e dei velivoli militari il ​​mese scorso, hanno affermato i funzionari venerdì 24 aprile, in una rivelazione che sembra aver contraddetto la negazione dell’esercito nazionale sugli attacchi nella zona.

Dopo un conflitto di oltre 16 mesi tra le forze del Myanmar e l’esercito ribelle dell’Arakan Army, in cui sono state uccise decine di civili, il governo federale del Rakhine ha pagato oltre 90.000.000 di kyat (circa 65.000 dollari) per sostituire le case bruciate nel villaggio di Tin Ma, nel distretto di Kyauktaw, distrutte il 22 marzo, ha dichiarato Win Zaw Htay, direttore del dipartimento di gestione dei disastri naturali dello stato del Rakhine. Il totale delle case bruciate nel villaggio ammontava infatti a circa 528.

Ma ciò che contraddirebbe l’esercito birmano, sarebbe una conferenza stampa del 30 marzo scorso, in cui gli stessi abitanti del villaggio di Tin Ma avrebbero riferito che non solo la causa dell’incendio fu dovuta a colpi di artiglieria ed a bombardamenti aerei delle forze governative del Myanmar, ma che essi uccisero anche tre civili, bruciando decine di case in un periodo precedente, ovvero tra il 12 e il 22 marzo, in mezzo ai combattimenti tra loro e l’esercito dell’Arakan Army. Gli abitanti del villaggio hanno così preso una posizione ferrea nei confronti dell’esercito controllato dallo Stato, accusandolo di condurre bombardamenti aerei sistematici nei confronti di comunità civili, distruggendo (oltre alle case nel villaggio Tin Ma) anche 150 abitazioni e un monastero nel villaggio di Pyaing Taing.

Anche gli stessi residenti di Pyaing Taing hanno affermato che i soldati del Myanmar abbiano bombardato e bruciato intenzionalmente alcune case nella loro comunità, il che significa una forte presa di posizione e grandi accuse da parte di abitanti locali, non schierati politicamente né militarmente, contro l’esercito nazionale.

Il 13 aprile, l’ufficio del comandante in capo dell’esercito del Myanmar ha affermato che le accuse degli abitanti dei villaggi del Rakhine sugli incendi e sui bombardamenti aerei di metà marzo sarebbero state storie inventate ad hoc per danneggiare la reputazione dell’esercito, senza però motivare e rafforzare le proprie tesi con dati attendibili. Inoltre, la dichiarazione dell’esercito trasmessa dalla televisione di stato, afferma che le forze di sicurezza del Myanmar avrebbero anche ispezionato il villaggio di Tin Ma, trovandolo intatto.

Nonostante le smentite militari, i funzionari locali affermano di essere disposti a perseguire ulteriori compensi per la ricostruzione delle case. Qualcosa sta cambiando nello stato del Rakhine, dove l’esercito a causa delle sue azioni fortmente autoritarie e fuori dalla normale amministrazione, starebbe perdendo fortemente credibilità, sia da parte degli abitanti locali, desiderosi di far apprendere la verità ai media internazionali, sia da parte del governo federale, intenzionato a sovvenzionare pagamenti di ricostruzione delle case del famigerato “villaggio fantasma” di Tin Ma, che secondo l’esercito non avrebbe subito alcun danno…

Fonti: RFA

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Farida Hakim ha detto:

    Possibile che non si riesca a fermare tutta questa violenza, nonostante che il mondo sia allo stremo… non ho parole

    Piace a 1 persona

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