Il COVID-19 e le dure conseguenze sulle minoranze dell’Asia Meridionale

In un momento in cui i diritti delle persone dell’Asia Meridionale sono già a rischio, il Coronavirus peggiora la situazione.

Le minoranze e le altre comunità emarginate dell’Asia meridionale si ritrovano a vivere una crisi pandemica che non causa danni importanti solo alla salute delle persone ma anche ai soggetti posti al margine della società. Difatti il rapporto annuale effettuato dal Collettivo dell’Asia Meridionale (SAC) che si concentra su migranti, rifugiati ed apolidi ed evidenzia come a numerose comunità, comprese le minoranze religiose, venga negato lo status di rifugiato, lasciandole prive dei diritti essenziali e Servizi. Queste minoranze sono, dunque, ancora più esposte agli impatti catastrofici della pandemia. Come afferma Joshua Castellino, direttore esecutivo del Minority Rights Gruop International: “Il virus ha la potenza di uccidere, ma le scelte di governance inadeguate possono armare la sua potenza.” Pertanto si può dedurre che le comunità più vulnerabili sono quelle più a rischio di questa emergenza. Infatti è proprio a costoro che viene costantemente negato il diritto all’accesso all’assistenza sanitaria e le situazioni di questi soggetti marginali colpiti anche dall’esclusione socioeconomica potrebbero essere ulteriormente aggravate dalla pandemia COVID-19.

In India ad esempio, 1,9 milioni di persone risultano sfollate ad Assam e secondo il National register of Citizens (NRC) sono considerati apolidi e dunque impossibilitati a ricevere cure mediche dal paese. I Rohingya in Myanmar denunciano scarsità di cibo e il lavoro minorile sottopagato, un problema serio e da non sottovalutare. In Bangladesh la violenza imperversa nei confronti delle comunità indigene con stupri, uccisioni e rapimenti. In Afghanistan la problematica delle donne è sempre più pericolosa e preoccupante. Si tratta infatti di una situazione che viene combattuta da anni e che si sta aggravando per via della pandemia. In Pakistan i rifugiati afgani e i migranti del Bangladesh vengono privati di diritti vitali, tra cui cittadinanza e cure. Nello Sri Lanka vi è una forte discriminazione religiosa locale. I cristiani hanno subito forti intimidazioni e persino l’attacco o la chiusura di molti luoghi di culto.

Questi sono solo alcuni esempi di come si viva ora in questi paesi ed i dati riportati sono davvero allarmanti. Comunque le nazioni dell’Asia Meridionale vengono esortate ad aderire alle convenzioni delle Nazioni Unite sui rifugiati e gli apolidi. Raccomandano inoltre la fine di ogni forma di discriminazione e l’introduzione di una legislazione a tutela delle popolazioni di rifugiati. Si esorta infine al dialogo per comprendere ed affrontare le questioni che riguardano tutte le minoranze con lo scopo di affrontare la pandemia nel modo più corretto ed umano possibile.

Fonti: MRG

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