Rilasciato l’attivista baha’i dopo 5 anni di carcere per la protesta per il diritto allo studio del suo popolo

Secondo l’agenzia di stampa HRANA, l’organo di stampa dell’Associazione iraniana di attivisti per i diritti umani, il 13 marzo Vahed Kholousi Derakhshan è stato informato del suo prossimo rilascio, anticipato a inizio maggio 2020, dopo aver contattato la Procura di Evin.

Il 13 marzo 2019, dopo aver scontato circa quattro anni e mezzo della sua condanna, Kholousi è stato rilasciato per la prima volta dalla prigione Rajai Shahr a Karaj. La liberazione anticipata di Kholousi è stata emessa in occasione del Nowruz, il nuovo anno iraniano e sotto il titolo di amnistia, a causa della pandemia di Coronavirus nel paese. In precedenza, in una lettera all’Ayatollah Khamenei, il leader supremo della Repubblica islamica dell’Iran, il capo della magistratura, oltre all’occasione del Nowruz, ha fatto riferimento alla crisi dello scoppio del Coronavirus e ha chiesto “l’amnistia” per alcuni prigionieri nel paese. Khamenei ha dunque dato il consenso. I prigionieri politici condannati a più di cinque anni non sono stati però inclusi nell’amnistia.

Ma chi è Kholousi e perché è stato arrestato? Nel giugno del 2011, Kholousi, un attivista per i diritti umani e membro della minoranza religiosa dei baha’i, i quali erano stati privati ​​del perseguimento dell’istruzione superiore a causa della loro religione, è stato accusato dalla Corte Rivoluzionaria di Teheran, presieduta dal giudice Mohammad Moghiseh, per “incitamento della folla contro la sicurezza del paese”, “adesione attiva alla comunità baha’i e diffusione dei suoi insegnamenti” e per la sua “denuncia attiva del regime, unendo le organizzazioni dei difensori del diritto all’istruzione”. Kholousi è stato successivamente arrestato il 17 agosto 2011, quando rispondeva a una richiesta scritta che gli chiedeva di presentarsi alla sezione 3 della Procura di Evin. Successivamente è stato trasferito al centro di detenzione dell’intelligence dell’IRGC della prigione di Evin e alla fine è stato inviato alla prigione di Rajai Shahr, a Karaj, dopo circa tre settimane di interrogatorio. In seguito è stato rilasciato su cauzione in attesa di processo. In seguito ad esso, Kholousi è stato condannato a cinque anni di carcere in base all’articolo 134 del codice penale islamico vigente in Iran. Il verdetto è stato successivamente confermato anche dalla Corte d’appello.

Kholousi è stato dunque preso in custodia effettivamente il 13 settembre 2015 per scontare una pena detentiva di cinque anni e poi trasferito nella prigione di Rajai Shahr, a Karaj. Il suo rilascio quindi è arrivato quando erano rimasti solo cinque mesi da scontare della sua pena. All’inizio del 2018, mentre scontava la pena nella prigione di Rajai Shahr a Karaj, Kholousi ha partecipato all’esame di ammissione nazionale universitaria, ma secondo le autorità il suo esame era “incompleto”. Molto spesso però, tale termine viene utilizzato dalle stesse autorità per negare sistematicamente l’accesso all’istruzione superiore e universitaria a molti membri della minoranza religiosa dei baha’i in Iran e dunque, nonostante le proteste di Kholousi, la situazione di conflittualità tra esponenti di religioni minoritarie all’interno del paese non sembra essere mutata anche dopo la sua scarcerazione recente.

Fonti: Iran Press Watch

Sostieni il nostro giornalismo indipendente su Patreon, la più grande piattaforma online dedicata alle donazioni!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...