La minoranza Sindhi contro la mega-diga che distruggerebbe l’ecosistema pakistano

E’ un momento delicato quello che si appresta a vivere il Pakistan, non soltanto a causa della pandemia di Coronavirus che sta mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti gli stati, ma anche a causa del suo controverso rapporto con le proprie minoranze etniche e religiose. Infatti, recentemente il Congresso mondiale dei Sindhi (WSC), una delle maggiori minoranze etniche e religiose del paese, ha fortemente condannato la decisione del governo pakistano di costruire la Diamer-Bhasha Dam, una mega-diga nel distretto di Kohistan, sul fiume Indo. Il WSC in particolare, ritiene che i Sindhi e gli indigeni locali stiano già soffrendo abbastanza per la carenza di acqua per la propria agricoltura. Successivamente dunque, la costruzione di una nuova diga peggiorerebbe solamente le cose, si legge nell’ultimo verbale del WSC.

Secondo il WSC, la costruzione delle cosiddette “mega-dighe” contemporanee cambierebbe inoltre completamente il rapporto che gli indigeni e le minoranze del posto hanno con acqua, terra ed ecosistema in generale, contribuendo a distruggendo l’equilibrio esistente sviluppatosi nel corso di migliaia di anni. Il mondo di oggi si sta allontanando dalle mega-dighe a causa dell’enorme costo e dei danni significativi all’ambiente e alle persone, ha inoltre spiegato il consiglio, chiedendosi come mai invece il governo pakistano continui a perseguire la sua assurda idea infrastrutturale. Il WSC ha dunque esortato l’amministrazione pakistana a ritirare qualsiasi mega-diga dai piani governativi del futuro ed a concentrarsi invece completamente sulla moderna gestione delle risorse idriche e sulla generazione di elettricità da fonti alternative come quelle solari, nucleari sicure e di altro tipo.

Diamer-Bhasha site, Pakistan – Fonte: The Economic Times

Secondo quanto si legge dal loro rapporto, la diga Diamer-Bhasha dovrebbe costare 14 miliardi di dollari e ci vorranno 30 anni per completamento totale. Considerando che le nuove tecnologie non richiedono investimenti per miliardi di dollari e risultano all’avanguardia, oltre a consistere in un importante investimento per il futuro del paese, ci si domanda perché il governo spinga ancora per queste antiquate soluzioni.

Per tali ragioni, il WSC ha inoltre sollecitato la comunità internazionale ad alzare la voce con forza e respingere qualsiasi costruzione di mega-dighe sul fiume Indo.

Fonti: UNPO.org

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