La persecuzione etnico-religiosa in Iran: un caso sempre più tragico

Tempo di lettura: 2 min.

Numerosi sono i casi documentati di esecuzioni, torture e repressioni anche violente del dissenso delle minoranze religiose ed etniche in Iran, secondo l’ultimo rapporto pubblicato questa settimana dal Dipartimento di Stato degli Usa.

LA SITUAZIONE IN IRAN

Da pochi giorni, più precisamente mercoledì 10 giugno, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla libertà religiosa internazionale, che si concentra sullo stato della libertà religiosa in tutti i paesi del mondo. Uno dei paesi più intransigenti nei confronti delle proprie minoranze etniche e religiose risulta essere, secondo l’ultimo rapporto, la Repubblica Islamica dell’Iran. La popolazione iraniana è infatti a maggioranza musulmana sciita, sebbene abbia però un considerevole numero di sunniti nelle sue province orientali, soprattutto nel Baluchistan e al confine con il Turkmenistan, nonché nella provincia del Kurdistan equivalente alla parte occidentale del paese. La sezione del rapporto in questione sull’Iran si concentra sulle violazioni commesse dal regime islamico contro le minoranze in queste aree, tra cui curdi, arabi, yarsani, ebrei e cristiani.

Secondo quanto affermato dal rapporto: “Molti gruppi per i diritti umani hanno denunciato il numero sproporzionatamente elevato di esecuzioni di prigionieri sunniti, in particolare curdi, beluci e arabi. I gruppi per i diritti umani hanno sollevato preoccupazioni in merito alle numerose torture, ai pestaggi in custodia cautelare, alle confessioni forzate, alle cattive condizioni carcerarie e al diniego dell’accesso a consulenti legali”. Inoltre: “i musulmani sunniti stanno anche lottando a causa della sottorappresentazione nelle posizioni di governo, anche nelle aree che costituiscono una maggioranza, come le province del Kurdistan e del Khuzestan. Infine, gli attivisti sunniti hanno continuato a riferire che durante tutto l’anno, e in particolare durante il mese di Moharam, il governo ha inviato centinaia di missionari sciiti in aree con grandi popolazioni sunnite di beluci, per cercare di convertire la popolazione locale”, si legge nel rapporto del Dipartimento di Stato.

LE MINORANZE PERSEGUITATE

Le regioni principali in cui risiedono le minoranze etniche iraniane costituiscono un enorme paradosso di disuguaglianze. Essendo il governo amministrato dagli sciiti più tradizionalisti ed oltranzisti, la pratica della fede da parte delle minoranze religiose musulmane, come ad esempio i baha’i ed i sunniti è giorno dopo giorno soffocata, così come le stesse attività culturali e politiche, come ad esempio quelle delle minoranze etniche azere, curde, arabe e beluci del paese. Il governo centrale risulta ad oggi parte fondante della loro difficile esistenza.

Il Khuzestan è una provincia islamica nel sud-ovest dell’Iran, che ospita molte aree petrolifere del paese e anche, paradossalmente, i suoi cittadini più poveri, spesso delle minoranze. Dall’altra parte del paese si trova la regione rurale iraniana del Sistan e del Belucistan, al confine con Pakistan e Afghanistan, dove la popolazione risulta essere composta prevalentemente dalla minoranza etnica dei beluci, la quale risiede in zone rurali, estremamente trascurate da ogni tipo di servizio statale.

Nella regione di Kermanshah, il popolo Yarsani (o Ahl al-Haq) conta invece oltre un milione di persone. La traduzione del loro nome si traduce in “Popolo della verità”, poiché praticanti un’antica religione conosciuta principalmente dai curdi nelle aree urbane e rurali della regione e nei pressi dell’Iran occidentale. La fede ha però anche altri seguaci nei vicini stati di Iraq e Turchia. Secondo il rapporto, gli Yarsani affrontano una diffusa discriminazione in Iran, poiché sono oggetto di pregiudizi sociali e persecuzioni da parte dello stato e dei predicatori sciiti nel paese: “I bambini yarsani sono stati socialmente ostracizzati a scuola e nelle strutture comuni della comunità. Gli uomini yarsani, riconoscibili per i loro particolari baffi, hanno continuato a subire discriminazioni sul lavoro fino ad oggi. Infine, secondo i rapporti studiati, i predicatori sciiti hanno continuato a incoraggiare la discriminazione sociale contro gli Yarsani”, si legge ancora tra le righe del rapporto.

Nel frattempo, si stima anche che circa 9.000 ebrei vivano in Iran e siano soggetti a “restrizioni e discriminazioni governative” come accade alle altre minoranze religiose in questione, conclude il rapporto.

Mappa e grafici sulle minoranze etniche e religiose in Iran – Wikimedia Commons

LE ACCUSE DEGLI USA

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha affermato che l’Iran nega l’accesso delle minoranze religiose all’istruzione pubblica, in un discorso tenuto il 18 luglio 2019 presso il Ministero per la promozione della libertà religiosa, dichiarando inoltre che:

“Nella Repubblica islamica dell’Iran, le autorità vietano alle minoranze religiose di possedere libri religiosi e negano loro l’accesso all’istruzione. A maggio, il governo iraniano ha vietato alle minoranze religiose di lavorare nei centri di assistenza all’infanzia dove ci sono bambini musulmani e, come ben sappiamo, i pestaggi e le detenzioni sono comuni”.

Gli Stati Uniti hanno inoltre da poco reintrodotto le sanzioni contro l’Iran, precisamente nel novembre 2018, dopo che Washington si era ritirata dal Piano d’azione congiunto globale (JCPOA), noto anche come accordo nucleare dell’Iran del 2015 portato avanti dal precedessore di Trump, Barack Obama, a maggio 2018.

Fonti: Rudaw.net

Sostieni il nostro giornalismo indipendente tramite Patreon, oppure tramite Paypal!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...