20 soldati indiani sono stati uccisi in uno scontro armato contro le truppe cinesi al confine

Tempo di lettura: 2 min.

Almeno 20 soldati dell’esercito indiano sono stati uccisi in questi giorni in seguito ad alcuni scontri armati con le forze cinesi nella valle di Galwan, una regione contesa a nord del Kashmir rivendicata sia da Pechino che da Nuova Delhi. Le autorità di Pechino non hanno confermato alcun rapporto delle proprie vittime.

LA VICENDA

In seguito ad uno scontro armato nella valle di Galwan, a nord dello stato del Kashmir, l’esercito indiano ha inizialmente confermato la morte di un ufficiale e due soldati, ma lo scorso martedì, ha rilasciato una nuova dichiarazione ufficiale aggiungendo che i diciassette soldati gravemente feriti sono stati “esposti a temperature sotto lo zero nella zona di alta quota”, morendo in seguito alle ferite riportate nello scontro armato.

Si tratta del primo episodio di questa gravità degli ultimi decenni, poiché l’ultimo registrato nell’area risaliva al 1975. Nella Valle del Galwan però, da settimane si registrano molte schermaglie tra i due eserciti confinanti. I due maggiori generali dell’India e della Cina hanno dunque avviato i primi colloqui in videoconferenza per cercare di stemperare le tensioni in seguito agli scontri che si sono registrati nel territorio, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Ani, citando fonti militari.

Confine tra Cina e India. Scontri. 20 morti.
Fonti immagine: Sputnik News
La zona contesa da India e Cina. Fonti: BBC

LE FONTI GIORNALISTICHE

Le vittime, secondo le fonti giornalistiche indiane, potrebbero essere salite anche a più di 40, mentre dal canto suo la Cina accusa le forze indiane per quelle che considera due “incursioni altamente provocatorie” lungo il confine conteso. “Questa è la benevolenza di Pechino”, ha twittato Hu Xijin, caporedattore del quotidiano cinese Global Times, aggiungendo che “La Cina accusa le forze indiane per quelle che considera due “incursioni provocatorie” lungo il confine conteso.la zona cinese non vuole che le persone dei due paesi confrontino il numero delle vittime per evitare di peggiorare la situazione instabile”.

“Voglio dire alla parte indiana, di non essere arrogante e di non interpretare la moderazione della Cina come nazione debole. La Cina non vuole confrontarsi con l’India, ma non ne abbiamo di certo paura “, ha aggiunto Hu.

Fonti: News-front.info

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