Vittoria Yanomami: il tribunale brasiliano sfratterà i cercatori d’oro illegali nelle loro terre

Tempo di lettura: 2 Min.

Grande vittoria per la tribù indigena degli Yanomami: il tribunale brasiliano ordina lo sfratto dei cercatori d’oro illegali dal loro territorio. Seppur i precedenti legali in questo ambito non siano incoraggianti, dal punto di vista legale qualcosa inizia a muoversi nella giusta direzione.

LA SENTENZA CONTRO I MINATORI

Lo scorso venerdì 3 luglio, il tribunale federale brasiliano ha ordinato al governo di espellere circa 20.000 minatori illegali di oro dalla riserva indigena degli Yanomami per proteggere una delle tribù amazzoniche più isolate e remote, soprattutto dalla diffusione del Coronavirus, che minaccerebbe seriamente la propria esistenza. Il giudice ha poi concesso all’amministrazione del presidente Jair Bolsonaro cinque giorni per elaborare un piano di emergenza per proteggere gli Yanomami impiegando agenti degli affari indigeni, agenzie ambientali e personale militare.

Circa 27.000 membri della tribù degli Yanomami vivono in un relativo isolamento in una vasta riserva pari alla dimensione del Portogallo e sono stati invasi per decenni da minatori d’oro che hanno portato malattie mortali alla loro gente. Ad oggi, ci sono stati più di 160 casi confermati di COVID-19 tra il popolo Yanomami e cinque morti accertati. La tribù aveva fatto appello alle autorità per espellere i minatori d’oro che hanno distrutto foreste e avvelenato fiumi tramite il mercurio, usato per separare l’oro dai sedimenti del letto del fiume. Inoltre, un’indagine giornalistica di Reuters basata sulle immagini satellitari, ha mostrato che la miniera d’oro illegale sarebbe aumentata nettamente negli ultimi cinque anni.

Fonte: EjAtlas.org

DALL’ARRIVO DI BOLSONARO AD OGGI: LA NUOVA IMPORTANZA DELL’ORO BRASILIANO

I leader tribali degli Yanomami affermano che il numero dei cercatori sulla loro terra sarebbe fortemente aumentato da quando Bolsonaro è stato eletto presidente del Brasile nel 2018, il quale ha più volte promesso di intervenire nettamente in Amazzonia, al fine di attingere a gran parte delle sue ricchezze minerarie, anche consentendo ai minatori di penetrare in gran parte delle riserve indigene protette.

Commentando in un post su Twitter la decisione del tribunale, il vicepresidente Hamilton Mourão, un generale dell’esercito in pensione a capo delle politiche del governo dell’Amazzonia, ha contestato il numero di minatori illegali nella riserva, stimando che fossero non più di 3.500 e non 20.000, come espresso dal tribunale brasiliano.

In ogni caso, l’oro è ritornato negli ultimi decenni ad essere un importante minerale per l’esportazione soprattutto nello stato più settentrionale del Brasile, Roraima. Secondo le statistiche ufficiali, quasi 5 quintali di oro sono stati esportati solo in India dallo stato di Roraima nell’anno solare del 2019, da soli 38 kg nel 2018, un incremento ben più che esponenziale.

Fonti: Reuters

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