Icona di speranza per la democrazia: Liu Xiaobo, il Premio Nobel cinese incarcerato

Tempo di lettura: 2 min.

A tre anni dalla sua scomparsa, ricordiamo l’attivista, scrittore e critico cinese Liu Xiaobo; il premio Nobel per la pace del 2010 è stato, è e sarà simbolo di speranza per i difensori dei diritti umani e , al contempo, un malagevole criminale per il Partito Comunista Cinese.

LA VICENDA

Il “Dragone rosso”, che tutt’oggi pone le sue basi su un governo a stampo marxista-leninista, ripudia qualsiasi tipo di libera manifestazione di pensiero, soprattutto se infettata da ideali democratici. Xiaobo nacque negli anni in cui il paese fu capeggiato dal Timoniere, il leader e dittatore Mao Zedong;  figlio di un professore fedele alle dottrine del PC, terminata la sua formazione universitaria all’Università di Pechino, si distacca totalmente dalla concezione del padre diventando un oppositore del governo autoritario e iniziando il suo cammino di attivismo democratico.

Le prestigiose cattedre proposte dalle università statunitensi lo portarono ad allontanarsi dal suo paese, anche se solo provvisoriamente; nel 1989, infatti, tornò in Cina per prendere parte alle proteste di Piazza Tienanmen, che coinvolsero milioni di studenti e manifestanti che lottarono per ottenere riforme politiche e maggior democrazia, a cui le autorità risposero mettendo a fuoco e ferro la piazza e aprendo il fuoco indistintamente sulla folla. Questo episodio è ritenuto una pagina oscura e macabra della storia contemporanea della Cina, il dato esatto dei decessi avvenuti in quei giorni di protesta è stato oscurato dalle autorità ricorrendo a mezzi quali censura e disinformazione.

Nonostante la sentenza di condanna al carcere per aver partecipato alla manifestazione, inizialmente non violenta, l’attivista cinese continuò audacemente la sua battaglia per i diritti umani, facendosi promotore, insieme ad altri trecento intellettuali e dissidenti, della “Charta 08”, un documento redatto in onore del 60esimo anniversario della divulgazione della DUDU (Dichiarazione Universale Diritti umani) il cui scopo è quello di promuovere una serie di riforme politiche volte alla democratizzazione della Repubblica Popolare Cinese, sostenendo la necessità di introdurre riforme politiche, sociali, pubbliche e religiose all’interno della società.

Celebre immagine di un manifestante faccia a faccia con i carri armati

LA REAZIONE DELLE AUTORITÀ CINESI

Gli esponenti del governo reagirono duramente nei confronti di coloro che stilarono la Charta definendoli sovversivi al potere dello Stato e condannandoli all’arresto. La carcerazione di Xiobo fu formalizzata solo sei mesi dopo, con una condanna di 11 anni. Lo scrittore ha lascito il carcere solo in punto di morte quando il cancro al fegato era già in fase terminale, autorizzandone il trasferimento presso una struttura ospedaliera

Il popolo cinese non ne può più dei continui soprusi e delle solite ingiurie, è il momento di riscattarsi e far levare alta la propria voce.

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