Border Line: Cina ed India allo sbando

Tempo di lettura: 3 Min.

Negli ultimi anni si sono riaccesi dissapori storici tra i due giganti asiatici. In una situazione in cui entrambi reclamano territori definendoli propri, è difficile giungere ad accordi di pace ed instaurare rapporti di coesione. L’ultimo episodio di violenza tra i due è avvenuto l’inizio del Giugno scorso a colpi di arma bianca e intraprendendo duelli corpo a corpo.

UBICAZIONE

Lo scontro si è tenuto nella valle di Galwan, con temperature a dir poco gelide. La valle, dotata di una posizione particolarmente strategica a causa delle sue altezze, si trova nella regione montuosa del Ladakh, situata nell’India settentrionale nei pressi del Transhimalaya, confinante col Kashmir, Tibet e Xinjiang. La regione in questione, durante gli anni della corsa al colonialismo, fece parte dell’Impero britannico, malgrado ciò , non fu direttamente controllata dai suoi coloni. La zona costituisce uno dei settori in cui si estende la LAC (Line of Actual Control), lungo la McMahon Line, ovvero una delimitazione che separa il dominio cinese da quello indiano; vi sono, tra i due, delle discrepanze e incongruenze riguardo l’effettiva lunghezza del confine, la Cina afferma un’estensione di soli 2000 km mentre l’India aumenta il precedente dato di 1488 km.

Mappa del confine tra India e Cina: Aksai Chin, Ladakh, Shipki Pass, Demchok

E NASCITA DELLA CONTROVERSIA

L’area è da sempre stata al centro del dissidio tra gli stati adiacenti. Mentre tra India e Pakistan la faccenda pare essersi quietata dividendo il territorio del Kashmir al controllo dell’una e dell’altro, con la costruzione della LOC (Line of Control) e l’intervento delle Nazioni Unite, tra India e Cina la tensione si taglia col coltello.

Nel 1955 la Cina ha silenziosamente iniziato a costruire una via di comunicazione che collega  Xinjiang e il Tibet, percorrendo l’Aksai Chin, il fulcro della disputa tra le due nazioni, nonché causa della guerra sino-indiana del 1962; saranno quei famosi 1488 Km che mancano all’appello? Il governo indiano successivamente, nel 2010, ha risvegliato vecchi attriti costruendo una strada in Ladakh, vicino la LAC proprio dove, un paio di mesi fa, dei soldati cinesi hanno oltrepassato il confine in quattro punti differenti, muovendo nei confronti degli indiani l’accusa di costruzione illegale nei pressi della LAC. Le milizie cinesi hanno attaccato le località di Demchok, Pangong Tso e Galwan valley ,territori indiani in cui si sono accampati oltrepassando, ancora una volta, la frontiera. A seguito dell’episodio gli eserciti di ambi gli schieramenti hanno convenuto rafforzare le proprie risorse militari lungo la demarcazione.

CONCEZIONE DELLA LAC: INDIA E CINA

In passato, dopo la guerra sino indiana, la Cina dichiarò di aver indietreggiato di 20km dietro la Linea di Controllo Effettivo stabilita nel 1955; l’India, invece, insoddisfatta e polemica riguardo la divisione, ne respinse totalmente il concetto. Solo nel 1991 i due colossi hanno raggiunto un’intesa per mantenere la pace e la tranquillità lungo la LAC. Per conciliare le differenze in alcune aree, i due paesi hanno concordato di istituire un gruppo di lavoro congiunto sulla questione delle frontiere per chiarire l’allineamento della LAC. Il contenzioso già agli esordi nacque da un conflitto di attribuzione:  l’accordo di Shimla sulla costituzione della linea McMahon (1914) fu firmato dall’India britannica nonostante il territorio dell’Aksai Chin nella provincia Ladakh del reame di Jammu e Kashmir non ne facesse parte (infatti era sotto controllo dell’impero britannico, da cui si era resa indipendente).

La situazione va presa con le pinze, è necessario tentare di risolvere e mediare la situazione per evitare di andar incontro a escalation brutale con scontri che saranno ben più distruttivi e longevi della guerra sino-indiana.

Fonti: Dw.news, Skholar, Agi, Bbc

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