Eserciti locali e minoranze etniche birmane boicottano i colloqui di “pace” del governo

Tempo di Lettura: 4 Min.

Il gruppo di eserciti etnici del Myanmar ha annunciato giovedì scorso che salterà una conferenza di pace sponsorizzata dal governo, parlando sia delle difficoltà del viaggio legate all’emergenza Coronavirus, sia della solidarietà per il gruppo ribelle dell’Arakan Army, che è stato escluso dalle trattative, diminuendo le già basse aspettative per i negoziati di pace.

L’ALLEANZA

L’alleanza a sette membri, nota come Federal Political Negotiation and Consultative Committee (FPNCC), comprende alcuni dei più grandi eserciti etnici che sono stati in guerra con il governo centrale per decenni e hanno resistito alla firma di un recente cessate il fuoco con il militari dello stato del Myanmar.

La leader de facto del paese, Aung San Suu Kyi, ha ottenuto l’incarico nel 2015 con impegni che includevano la fine delle guerre tra l’esercito nazionale ed i gruppi etnici armati, i quali risalgono all’indipendenza del paese dalla Gran Bretagna nel 1948. Per raggiungere questo obiettivo, l’ex premio Nobel per la Pace, ha lanciato la Conferenza di Panglong del 21° secolo. La prima conferenza venne infatti ideata dal padre Aung San nel dopoguerra, con scarso successo, basata su una legislazione eccessivamente razziale e discriminante nei confronti delle minoranze escluse dal paese).

La prima Conferenza di Panglong, tratta infatti i gruppi etnici in modo estremamente diverso, con gran parte delle minoranze etniche musulmane escluse dalle trattative. Il nuovo Panglong, discusso dal 2015 al 2018, denominato come Union Peace Conference, sembra ricalcare nuovamente il vecchio accordo di stampo militarista, riconoscendo diritti e cittadinanza a seconda se tali gruppi abbiano o meno firmato l’accordo nazionale di cessate il fuoco (NCA) nell’ottobre 2015.

I sette eserciti della FPNCC non sono firmatari della NCA e l’invito che i sei hanno rifiutato nelle ultime settimane ha riguardato solo la cerimonia di apertura dei prossimi colloqui previsti per il 19-21 agosto. La motivazione di tale rifiuto sembrerebbe essere profonda, anche se l’FPNCC ha dichiarato in un recente comunicato che:

“Gli eserciti non potranno partecipare alla quarta sessione dell’UPC, principalmente a causa del COVID-19”

Comunicato dell’FPNCC

ARAKAN ARMY AL CENTRO DELLA VICENDA

Il gruppo in questione ha anche affermato di essere deluso dal fatto che il suo settimo membro, l’Arakan Army (AA), non sia stato invitato. L’AA, che sta combattendo le truppe del Myanmar nello stato del Rakhine occidentale in una guerra scoppiata alla fine del 2018, è stata dichiarata associazione illegale e gruppo terroristico dal governo a marzo scorso.

Visione diurna di Naypyidaw, capitale del Myanmar/Birmania
Photo by Flo Dahm on Pexels.com

“I gruppi membri dell’FPNCC hanno tenuto una riunione e hanno deciso di non partecipare principalmente perché il governo non ha invitato il nostro gruppo alleato, l’AA. Abbiamo dunque deciso di non partecipare per mostrare la nostra solidarietà”

ha affermato il generale di brigata Tar Phone Kyaw, secondo in comando dell’Esercito di liberazione nazionale di Ta’ang (TNLA).

Oltre all’AA e al TNLA, gli eserciti che resteranno lontani dai colloqui della prossima settimana risultano essere l’United Wa State Army (UWSA), il gruppo National Democratic Alliance Army (NDAA) / Mongla, lo Shan State Progressive Party (SSPP) / SSA- Nord, il Kachin Independence Army (KIA) e il gruppo Myanmar National Democratic Alliance Army (NDAA) / Kokang.

Covid o no, i colloqui risultano allo stato attuale essere rimandati alle prossime settimane, in attesa di nuovi sviluppi.

UN ACCORDO DI ESTREMA IMPORTANZA

Aung Thu Nyein, direttore delle comunicazioni presso l’Institute for Strategy and Policy-Myanmar, ha affermato che al governo o al processo di pace non importerà nulla se i membri dell’FPNCC non parteciperanno al quarto e ultimo round di colloqui prima delle elezioni generali di novembre.

“Il governo considera la conferenza di pace di Panglong della massima importanza per le sue prestazioni. Quindi, il governo terrà comunque la conferenza di Panglong e la descriverà come una sua vittoria, qualunque cosa accada. Mentre invece, se non riesce a organizzare la conferenza, sarà un punto debole e sarà ricoperto dalle critiche durante la campagna elettorale”.

ha affermato Aung Thu Nyein.

La Lega nazionale per la democrazia (NLD) di Aung San Suu Kyi, ora al potere, dovrà infatti affrontare la concorrenza di quasi 100 partiti politici che stanno presentando candidati alle elezioni dell’8 novembre per competere per 1.171 seggi disponibili in entrambe le camere del parlamento nazionale e nelle legislature statali e regionali.

Secondo molti esperti, tra cui Aung Thu Nyein, non importa quale partito vincerà ma è importante che il prossimo governo continui i colloqui di pace e possibilmente includa i gruppi FPNCC nelle future conferenze.

Un villaggio in Rakhine distrutto dall'esercito del Myanmar, appartenente a minoranze etniche musulmane (Rohingya)
Burnt down house in northern Rakhine State, Wikipedia

UN PERCORSO CHIARO

Giovedì 13 agosto a Naypyidaw, rappresentanti del governo, dell’esercito e dei gruppi etnici armati hanno concordato una bozza dell’Accordo dell’Unione Parte III da firmare durante la conferenza di pace.

Scritto per la prima volta nel round del 2016 durante i negoziati di Panglong, l’Accordo dell’Unione comprende un disegno per l’attuazione dell’ANC, le fasi per l’attuazione del processo di pace dopo il 2020 e le questioni relative alla democrazia e ai principi di base del sistema federale che il Myanmar cerca di adottare.

Le parti che hanno partecipato alla nona riunione del Joint Implementing Coordination Meeting (JICM) per l’ANC, hanno concordato sette punti, che saranno presentati al Comitato congiunto del dialogo di pace dell’Unione (UPDJC) e firmati durante i colloqui di pace.

L’UPDJC comprende funzionari del governo, dell’esercito e del parlamento e rappresentanti di gruppi armati etnici e partiti politici. Le discussioni in corso includeranno questioni di sicurezza come definito nel piano NCA e comprenderà discussioni e preparativi bilaterali. L’obiettivo primario di tali processi di sicurezza ha lo scopo di bilanciare i processi politici in corso in tutto il paese, secondo molti esperti.

Il vice generale senior Soe Win, vice comandante in capo delle forze armate del Myanmar, ha affermato che molte delle questioni discusse nella riunione di giovedì sono state trattate dall’ANC:

“L’incontro non è stato in grado di affrontare le questioni principali in quanto è stato ostacolato da discussioni ridondanti a causa di molte incomprensioni”

ha affermato sempre il vice generale senior Soe Win, vice comandante delle forze armate del Myanmar.

In attesa di ulteriori sviluppi, sperando in un coinvolgimento maggiore dei gruppi etnici armati locali e di una costante ricerca della pace e della tutela di ogni gruppo etnico locale, ad oggi la situazione in Myanmar a tre mesi dalle elezioni risulta essere più complicata che mai.

Fonti: RFA

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