25 paesi in piazza per il 71° Global Day of Action contro la RPC

Questo giovedì, tibetani, uiguri, mongoli, cittadini di Hong Kong, taiwanesi, cinesi e aderenti alle cause legate alla tutela dei diritti umani in Cina hanno organizzato proteste in oltre 50 città e in circa 25 paesi, contro le violazioni dei diritti umani da parte della Repubblica popolare cinese (RPC) negli ultimi 7 decenni. Proteste digitali e in loco presso le ambasciate cinesi e altri rappresentanti della RPC sono attualmente in corso, mentre la Cina ha celebrato anche la sua Giornata nazionale a Pechino.

Tempo di lettura: 2 minuti

Le proteste tibetane a Dharamshala

I gruppi di attivisti tibetani, in particolare a Dharamshala (India) hanno inaugurato la giornata di protesta con la condanna del governo cinese e hanno esortato la comunità internazionale a chiedere “ai governi di attuare sanzioni mirate contro la Cina e di ritenere Pechino responsabile dei suoi gravi abusi dei diritti umani”. Le cinque più grandi ONG con sede a Dharamshala hanno chiesto inoltre un’azione contro la politica espansionista della RPC e hanno esortato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) a sostituire la Cina come paese ospitante per le Olimpiadi invernali del 2022 di conseguenza.

Tibetans in Dharamshala, India protest China’s human rights abuses on the 71st PRC anniversary (Photo- SFT)

Dagli USA all’Europa e all’Asia

Attivisti di diversi gruppi perseguitati hanno partecipato alla campagna “Resist China” a Londra, con una proiezione notturna sul palazzo del Parlamento recante messaggi di rappresentanti tibetani, uiguri e di Hong Kong che descrivono in dettaglio gli abusi dei diritti umani che la loro gente deve affrontare sotto l’occupazione cinese. La proiezione ha inoltre trasmesso messaggi nei confronti dello stesso governo britannico, esortando il Parlamento a essere più fermo nella sua opposizione al PCC.

Activists in London protested via night projection onto the British parliament on Thursday (Photo- Free Tibet)

Diverse organizzazioni giovanili tibetane regionali in diversi luoghi, tra cui Stati Uniti, Europa e Asia, hanno anche condotto proteste in coordinamento con numerosi gruppi di attivisti di base, mentre l’attivismo online è cresciuto molto nell’ultima settimana. L’International Tibet Network (ITN), Students for a Free Tibet (SFT), Free Tibet, World Uyghur Congress, The Hong Kongers, e altri gruppi di sostegno hanno guidato la campagna online volta ad identificare e a ritenere il regime responsabile, cercando di coinvolgere e di far valere la loro voce sulla libera piattaforma del web.

Nemmeno l’Italia si è tirata indietro di fronte a questo grande evento internazionale. Alcuni attivisti, coadiuvati dalla Comunità Tibetana in Italia, insieme all’Associazione Italia-Tibet e all’Associazione Donne Tibetane in Italia, hanno protestato presso Piazza Bonomelli a Milano, al grido di “No al Partito Comunista Cinese. Diritti e libertà in Tibet, Inner Mongolia, Xinjiang, Hong Kong, Taiwan, Falun Dufa”.

Manifestazione Falun Dufa Milano. Fonti: Facebook

In Cina…

La Cina ha invece tenuto una sobria cerimonia di alzabandiera per celebrare l’anniversario della RPC, in piazza Tiananmen, questo giovedì. La leadership del PCC ha inoltre tenuto un grande ricevimento alla presenza del presidente Xi Jinping mentre applaudiva la risposta del paese alla crisi del COVID-19 e sollecitava i funzionari a promuovere con intenso impegno il progetto: “Un paese, due sistemi”. Il discorso formale di Xi ha ribadito ai funzionari di “opporsi fermamente e scoraggiare qualsiasi attività separatista taiwanese”.

La mappatura delle proteste

Per l’occasione, è utile segnalare il sito web Resistchina.org, il quale mappa le proteste in corso in tutto il mondo ed elenca anche le questioni chiave riguardanti le violazioni dei diritti umani in luoghi sotto il controllo della RPC. Il sito web, diffuso e propagandato durante le ultime manifestazioni di giovedì, esorta inoltre i governi a “costruire una forte azione multilaterale per sfidare efficacemente il regime totalitario del PCC”.

A partire da ora, il sito web ha proteste in live streaming da New York, Amsterdam, Barcellona, ​​Atene, Messico, Svezia, Milano, Bristol, HK, Istanbul, Dharamshala, Taipei, Brisbane, Sydney e Londra.

Persino a Pretoria, in Sudafrica, sono state identificate proteste contro la Repubblica Popolare Cinese, davanti all’ambasciata cinese prezzo Hatfield Plaza.

Members of Tibet Rescue initiative in Africa staged protest outside Chinese embassy in Pretoria on Thursday (Photo- ITN)

Fonti: Phayul.com, FreeTibet.com

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Voltaire ha detto:

    Dobbiamo sempre sentire sulla nostra pelle i soprusi e le angherie commesse da tanti regimi e sentirci solidali coi popoli oppressi.

    Piace a 1 persona

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