5 Ottobre: Si celebra la Giornata Mondiale dell’Habitat e il diritto a una casa sicura

Oggi, 5 ottobre, è la Giornata Mondiale dell’Habitat. Avere una casa adeguata è ora, più che mai, una questione di vita o di morte, soprattutto in conseguenza alla diffusione del COVID-19 che ha richiesto alle persone di rimanere a casa. Tuttavia, questa semplice misura è impossibile per tutti coloro che nel mondo non dispongono di un alloggio adeguato.

Tempo di lettura: 3 minuti

L’Habitat come bisogno primario di ogni essere umano

Oggi più che mai, la pandemia di Coronavirus ci ha ricordato che la casa simboleggia molto più di un semplice tetto. Per farci sentire al sicuro e permetterci di continuare a vivere, lavorare e imparare, una casa deve essere sicura, per permetterci di accedere ai servizi di base e alle infrastrutture per le misure igieniche e per avere abbastanza spazio per le distanze fisiche. Dovrebbe anche essere situata in un luogo che consenta ai residenti di accedere a spazi verdi pubblici e spazi aperti, opportunità di lavoro, servizi sanitari, scuole, centri per l’infanzia e altre strutture sociali.

Si stima infatti che circa 1,8 miliardi di persone vivevano già in baraccopoli e insediamenti informali, alloggi inadeguati o senzatetto nelle nostre città in tutto il mondo prima dell’inizio della pandemia. Circa 3 miliardi di persone non dispongono di servizi di base per lavarsi le mani. Ciò significa che milioni di persone in tutto il mondo hanno maggiori probabilità di soffrire di cattive condizioni di salute a causa dell’assenza di servizi di base e dell’esposizione a molteplici rischi socio-economici e ambientali.

Le disuguaglianze strutturali sono state evidenziate dalla pandemia di COVID-19, mostrando come le persone appartenenti a minoranze, popolazioni indigene e migranti siano colpite in modo sproporzionato dalla precarietà abitativa, dal sovraffollamento e dallo sfollamento.

Il COVID-19 si è diffuso in aree in cui le persone non dispongono di alloggi adeguati e devono affrontare disuguaglianze e povertà. I residenti in queste aree spesso non sono inoltre riconosciuti dalle autorità o protetti e corrono il rischio di essere sfrattati e ricollocati, soprattutto in tempi di crisi. Secondo l’OIL, il 55% della popolazione mondiale – circa 4 miliardi di persone – non beneficia di alcuna forma di protezione sociale.

La casa è dunque, oggi più che mai, un diritto umano e un catalizzatore di tutti gli altri diritti fondamentali. È l’unico modo per garantire un diritto urbano per tutti.

La storia

La Giornata Mondiale dell’Habitat è stata celebrata per la prima volta nel 1986, con il tema “Shelter is my Right” (Il Rifugio è un mio Diritto). Nairobi è stata la città ospitante per l’osservanza della giornata mondiale di quell’anno.

Altri temi ricorrenti, nel corso degli anni, sono stati: “Shelter for the Homeless” (1987, New York); “Shelter and Urbanization” (1990, Londra); “Future Cities” (1997, Bonn); “Safer Cities” (1998, Dubai); “Women in Urban Governance” (2000, Giamaica); “Cities without Slums” (2001, Fukuoka), “Water and Sanitation for Cities” (2003, Rio de Janeiro), “Planning our Urban Future” (2009, Washington, DC), “Better City, Better Life” (2010, Shanghai, Cina) e Città e cambiamento climatico (2011, Aguascalientes, Messico).

Testo tradotto dal link: https://www.un.org/en/observances/habitat-day

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