Bielorussia: Makei non placa le tensioni e risponde all’Europa: “Voi seminate caos”

Nonostante il periodo complicato per ogni stato europeo, a causa della seconda ondata Covid e la situazione ai limiti della legalità che si è sviluppata in Bielorussia in seguito alle elezioni che hanno visto manifestare per strada centinaia di migliaia di manifestanti contro il presidente Lukašėnka, il ministro degli esteri, Vladimir Makei, ha denunciato di recente i tentativi occidentali di seminare il caos contro il suo paese, affermando che le minacce contro la Bielorussia devono cessare nell’immediato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Tempo di lettura: 2 minuti

Le accuse di Makei

Il ministro degli esteri fedele all’attuale presidente, si è mostrato preoccupato per le “dichiarazioni piene di cinismo” da parte di diversi paesi occidentali che mostrandosi preoccupati circa la sovranità bielorussa, in realtà tentano subdolamente di creare caos ed anarchia nella nazione Bielorussa.

Il ministro Makei ha anche rimproverato alcuni stati di abusare della piattaforma dell’ONU e del Consiglio di Sicurezza, per poter imporre le proprie ambizioni politiche, ricordando la scelta chiara da parte del suo Stato di aver eletto nello scorso agosto un presidente per uno stato “stabile e prospero”, incentrato principalmente sulla pace. Ha ribadito Makei: “Il futuro della Bielorussia sarà deciso dal suo popolo attraverso un dialogo civile, compreso il processo di riforma costituzionale.”

Per quanto concerne l’impatto del COVID-19, secondo Makei si può affermare che la pandemia ha dimostrato come gli stati non siano stati in grado di gestire al meglio la grave situazione in cui versa tutt’ora il mondo intero ed esplica il suo pensiero dicendo che bisognerebbe imparare a lavorare insieme e promuovendo lo sviluppo sostenibile sottolineando, appunto, l’importanza del partenariato. La Bielorussia sarebbe infatti in procinto di coinvolgere partner nazionali ed internazionali a sostegno di un’economia verde. Ma le tensioni, all’interno e all’esterno del paese, non sembrano affatto placarsi.

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