Minoranze e Popoli Perseguitati nel Mondo

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Che cosa sono le minoranze ed i popoli perseguitati e perché parlarne?

Parlare di popoli perseguitati, nella stragrande maggioranza dei casi significa parlare di vere e proprie minoranze, costrette a subire atti di persecuzione fisica, economica o verbale.

Tutti i paesi del mondo hanno delle minoranze al loro interno, ma definirle con esattezza è una sfida ardua. Non esiste infatti una definizione legale riconosciuta a livello internazionale.

Potremmo brevemente riassumere che, il termine minoranze si riferisce a gruppi etnici, nazionali, religiosi, linguistici o culturali che sono in numero inferiore rispetto al resto della popolazione maggioritaria e che potrebbero voler mantenere e sviluppare la propria identità, attraverso forme di autonomia, autogoverno o, eventualmente, forme di autodeterminazione.

Come si inquadra una minoranza in ambito internazionale? Esistono alcuni elementi:

  • Le caratteristiche etniche, culturali, nazionali, religiose e/o linguistiche condivise dal gruppo che sono diverse da altri gruppi, note come criteri oggettivi di identificazione.
  • L’autoidentificazione dei singoli membri del gruppo, i quali si riconoscono appartenenti a un gruppo culturalmente distinto dagli altri e vogliono preservare tali differenze. Questo è noto come criterio soggettivo di identificazione.

Molte minoranze e popoli hanno subito numerose violenze negli anni e nei secoli passati. L’importanza di parlarne quotidianamente significa anche questo: non dimenticarle. Non permettere che quanto accaduto in passato si possa ripetere oggi. E, vivendo in un mondo altamente informatizzato, il nostro obiettivo è raggiungibile, seppur con molto impegno!

Altri aspetti da considerare

DOMINANZA

I gruppi minoritari di solito detengono una posizione non dominante nel paese in cui vivono, cioè mancano di potere politico ed economico. Solo occasionalmente, una minoranza può trovarsi in una posizione dominante sotto un governo e diventa spesso non dominante dopo il cambio di regime. Le minoranze non dominanti hanno dunque bisogno costante della protezione internazionale fornita dai diritti delle minoranze.

NUMERI

In molti paesi, il gruppo etnico, religioso o linguistico numericamente più grande è anche quello dominante. Tuttavia, in alcuni paesi, ci sono molti gruppi senza una chiara maggioranza o minoranza numerica. Inoltre, un gruppo può essere una minoranza numerica all’interno di un paese ma una maggioranza numerica nella regione in cui vive. Per questo aspetto quando si parla di gruppi minoritari, bisogna anzitutto misurare numericamente in che modo essi effettivamente lo siano, dal punto di vista nazionale, regionale e locale.

CITTADINANZA

Un altro aspetto da considerare quando si cerca di inquadrare una minoranza e di studiarla è il possesso o meno della cittadinanza del paese entro il quale risiedono. Le minoranze non devono necessariamente possedere la cittadinanza del paese in cui vivono per poter beneficiare della maggior parte dei diritti offerti dal diritto internazionale. Molti gruppi minoritari sono infatti condizioni di nomadismo e travalicano i confini nazionali. Tuttavia, non è escluso che l’inclusione attraverso forme di cittadinanza non possa migliorare le loro condizioni.

DIVERSITA’

Infine, un ultimo aspetto da prendere in considerazione per il loro studio consiste nell’includere all’interno di esse varie forme di diversità. Come per tutte le culture infatti, esiste una diversità all’interno dei gruppi minoritari. All’interno di ogni minoranza vi sono gruppi che possono trovarsi di fronte a un’emarginazione aggiuntiva, ad esempio donne, bambini, disabili, anziani o spesso minoranze sessuali.

Tutela dei diritti umani e delle minoranze

I diritti umani sono le libertà e i diritti che tutti gli esseri umani hanno in quanto diritti naturali che si ottengono fin dalla nascita. Devono essere goduti senza distinzioni di alcun tipo, come razza, colore, sesso, lingua, religione, opinioni politiche, origine nazionale o sociale, ricchezza, nascita o altro status. Questo significa che essi sono e saranno sempre di carattere universale.

I diritti umani sono garantiti attraverso il diritto nazionale e internazionale.

I diritti delle minoranze derivano dai diritti umani, proprio in funzione della loro universalità. La situazione unica, spesso legata all’emarginazione, significa che essi necessitano di diritti specifici, ovvero di diritti minoritari. I diritti delle minoranze sono dunque diritti individuali, di cui godono le persone appartenenti a minoranze etniche, religiose e/o linguistiche e possono essere esercitati in comunità con altri membri del gruppo di appartenenza.

Questi diritti sono preziosi solo se utilizzati collettivamente. Ad esempio, un individuo può avere il diritto di usare una lingua minoritaria, ma se non può esercitare questo diritto con altri membri del proprio gruppo minoritario, sarà in grado di parlare solo con se stesso e, alla lunga, tale diritto si estinguerà.

Esistono vari metodi utilizzati per proteggere i diritti delle minoranze. Paesi diversi hanno accordi diversi e possono includere alcune garanzie per un gruppo di persone (ad esempio un accordo di autonomia regionale). Pertanto, le misure per garantire la protezione delle minoranze possono essere collettive; tuttavia, i diritti rimangono pur sempre di tipi individuale.

Esistono diverse categorie di diritti umani:

Civili e Politici: questi diritti proteggono lo status e la partecipazione delle persone nella sfera pubblica, ad esempio il diritto alla libertà da torture, il diritto a un processo equo, il diritto alla libertà di opinione e di espressione.

Economici, Sociali e Culturali: questi diritti riguardano il benessere materiale e sociale, ad esempio il diritto all’istruzione, il diritto alla salute, il diritto al lavoro e condizioni di lavoro eque.

I diritti civili, politici, economici, sociali e culturali hanno pari importanza. Tutti devono essere rispettati affinché un individuo viva in dignità. Ciò significa che questi diritti umani sono tutti correlati, interdipendenti e indivisibili. La negazione di un diritto impedisce invariabilmente il godimento di altri diritti.

Ad esempio: Una persona che ha fame deve focalizzare tutta la sua attenzione sull’ottenere abbastanza da mangiare, pertanto, non ha la capacità di esercitare altri diritti civili e politici se i diritti economici, sociali e culturali non vengono rispettati.

Allo stesso modo, qualcuno che ha abbastanza da mangiare, ma non ha la libertà di partecipare agli affari pubblici e votare liberamente, non può proteggersi dalle azioni statali che potrebbero limitare il suo accesso al cibo in futuro. Pertanto, i diritti economici, sociali e culturali possono essere garantiti solo attraverso l’esercizio dei diritti civili e politici.

I tre pilastri della protezione delle minoranze

Le solide basi dell’edificio che protegge tutti i popoli minoritari sono i diritti umani.

I tre pilastri chiave dei diritti delle minoranze che sostengono la costruzione sono:

  • Non discriminazione (diretta o indiretta)
  • Protezione dell’identità (da genocidi, espulsioni/esili forzati o assimilazioni forzate)
  • Partecipazione effettiva, basata su:

– Partecipazione al processo decisionale su questioni che riguardano la minoranza

– Partecipazione a tutti gli aspetti della vita pubblica

– Partecipazione al progresso economico e benefici dello sviluppo


Questi diritti sono tutti protetti dal diritto internazionale.

I popoli perseguitati in tutto il mondo

Secondo Peoples under threat al mondo vi sono più di 100.000.000 di persone e popoli in pericolo, che ogni giorno rischiano la morte.

Le popolazioni perseguitate risultano essere in tutti i continenti del mondo, dall’America all’Asia, dall’Oceania all’Africa e all’Europa. Senza una valida e costante informazione, molti popoli rischiano di essere dimenticati e di cadere nell’oblio, realizzando i desideri di chi è pronto a farli scomparire con la forza.