39 Paesi dell’ONU firmano un documento che esprime “gravi preoccupazioni” per i diritti umani in Cina

Il vento sta cambiando per la Cina, anche se ancora oggi molti paesi accettano di essere intimiditi dalla minaccia di ritorsioni commerciali se si pronunciano sull’abissale record dei diritti umani di Pechino. Una serie di nazioni però sta firmando in questi giorni un documento, letto e presentato alle Nazioni Unite, contro i crimini perpetuati nei confronti delle minoranze etniche e nazionali da parte di Pechino.

25 paesi in piazza per il 71° Global Day of Action contro la RPC

Questo giovedì, tibetani, uiguri, mongoli, cittadini di Hong Kong, taiwanesi, cinesi e aderenti alle cause legate alla tutela dei diritti umani in Cina hanno organizzato proteste in oltre 50 città e in circa 25 paesi, contro le violazioni dei diritti umani da parte della Repubblica popolare cinese (RPC) negli ultimi 7 decenni. Proteste digitali e in loco presso le ambasciate cinesi e altri rappresentanti della RPC sono attualmente in corso, mentre la Cina ha celebrato anche la sua Giornata nazionale a Pechino.

Più di 380 campi di internamento ancora in espansione in Xinjiang, nel silenzio mondiale

La Cina ha costruito e sta portando avanti più di 380 campi di internamento nella regione autonoma uigura dello Xinjiang dal 2017 ad oggi, secondo uno studio australiano. Nonostante le affermazioni delle autorità cinesi, secondo cui il programma di “rieducazione” si sta concludendo e i “tirocinanti” si sono “diplomati” e sono tornati nella società, sono state scoperte molte contraddizioni nell’area.

Lo Xinjiang cinese

Lo Xinjinag è una regione autonoma cinese alle porte dell’Asia centrale. Per lungo tempo è stata marginalizzata dalle dinamiche globali ma ora sta acquistando una rinnovata importanza grazie al progetto infrastrutturale cinese della Belt and Road. Uno dei problemi di Pechino, però, sono gli Uiguri. Il capoluogo dello Xinjiang, che significa “Terra nuova”, è Urumqi, che significa “bei pascoli”. In…

Hacker cinesi usano un nuovo hack per iPhone al fine di spiare i musulmani uiguri

Secondo il sito The Hacker News sarebbe stato trovato un gruppo di hacking cinese che sfrutta una nuova catena di exploit nei dispositivi iOS per installare un impianto spyware destinato allo spionaggio della minoranza musulmana uigura nella regione autonoma cinese dello Xinjiang.I risultati, pubblicati dalla società forense digitale Volexity, rivelano che l’exploit – chiamato Insomnia…